Venerdì 29 luglio 2011

e allora siamo arrivato a vela a Santorini…ci siamo subito fermati appena girato il capo sotto la parete sulla sommità della quale c’è la cittadina di Oia.  E’ uno spettacolo…veramente bello da vedere!

L’ormeggio all’ancora è impossibile per il fondale troppo profondo ma abbiamo preso un gavitello ..privato sperando che il proprietario se ne stia lontano almeno per due giorni. Se arriva vedremo il da farsi!

Per ora grande carbonara, perchè stavamo morendo di fame, poi si tenterà la salita alla chora per la serata…..

 

 

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ecco i dettagli buy Isa:

L’indomani di buona ora siamo partiti alla volta di Thira, in italiano Santorini. Appartenuta anch’essa al ducato veneziano di Naxos, Santorini deve il suo nome probabilmente alla Sant’Irene, poiché a questa santa era dedicata un’importante chiesa. Thira sembra una falce lunare, in cui la laguna, con al centro degli isolotti, è in realtà la caldera dell’antico vulcano. Infatti è il vulcano che ha dominato e regolato da sempre la vita dell’isola. Tremilaseicento anni fa una delle più vaste eruzioni mai avvenute sembra che causò un enorme tsunami che investì persino l’isola di Creta, e ciò sembra esser stato uno dei motivi dell’inizio fine della civiltà minoica (anche se questa è solamente una pura teoria). Nel corso dei secoli altre varie eruzioni hanno continuato a colpire Thira (l’ultima devastante fu quella del 1956).

Anche qui i Veneziani contribuirono allo sfruttamento dell’isola e costruirono il porto di Skaro, proprio per controllare dalla sommità gli eventuali ingressi alla laguna da parte di nemici. A causa dei terremoti e dell’abbandono da parte degli isolani, di Skaro non è rimasto granché. Molte le chiese e i monasteri cattoloci a segno della forte impronta lasciata dalla dominazione della Serenissima. Una curiosità: nel 1929 un viaggiatore inglese nelle Cicladi, un tal Vincent Clarence O’ Connor riferì che vi risiedevano ancora molte famiglie di origine veneziana che parlavano l’antico dialetto…..!!!!

Ma torniamo a noi…. ci siamo ormeggiati al gavitello vicino al porticciolo di Oia. La sera con il tender siamo arrivati, prima nel piccolo insediamento di pescatori prospicienti al Lotos, ma , dopo aver appreso dal proprietario di una taverna che la salita era interdetta, causa caduta massi, ci siamo diretti con il tender, in maniera poco previdente, dove ci sembrava si potesse risalire a piedi verso il paese di Oia. E… nota bene…. siamo andati via senza la pila… gravissimo errore, non consapevoli del fatto che dopo al buio ci sarebbero stati molti problemi per il ritorno. Così, dopo aver letteralmente scalato più di duecento gradini, nel bellissimo paesino di Oia abbiamo ammirato il panorama: un vero incanto!!!! L’umidità era fortissima e la fatica si è fatta sentire sia in salita che in discesa… dove siamo costretti a dribblare i “ricordini” lasciati dai muli che salgono quotidianamente con i turisti su per la scalinata!!! Ma il bello deve ancora venire… infatti una volta arrivati al porticciolo, nonostante un tentativo compiuto da Paolo nel cercare di ritornare a prendere il tender, il buio e la pericolosità del sentiero (peraltro chiuso al transito per la frequente caduta dei massi) ci costringono a richiedere l’aiuto dei locali. Dopo l’intervento di Paolo, Dimitri, il proprietario di una taverna del porto, ci porterà con il suo gommone al tender. Nel buio totale, a bordo del gommone, arriviamo finalmente via mare al tender. Paolo trasborda e noi trainiamo con la cima Paolo e il tender fino a destinazione. Un’avventura!!!! Riesco a scattare una fotografia che ritrae Paolo!!! Le avventure quest’anno per davvero non finiscono mai !!!! Ringraziamo Dimitri per il suo generoso aiuto: a trovarne di persone così!!!! La serata si conclude con una cena dentro la caldera, “a rimirar le stelle”!!!! 

1 thought on “Venerdì 29 luglio 2011”

  1. Isa, i tuoi commenti sono un prezioso contributo alla crociera.
    Come pure i contributi culinari che sono insuperabili.
    Un baxetto.

    salutoni al simpaticissimo ASte.

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